Domenica 20 sera sono venuta a vivere da sola. La prima settimana è stata tosta.
Sto riorganizzando la mia vita passo per passo, tra una spesa con l’essenziale per vivere (anche se manca sempre qualcosa), una notte insonne ed uno spostamento di ufficio (sì, sono tornata al famigerato piano panicopaura poi vi racconterò).
Alterno momenti in cui mi sento sola e penso che non ce la farò mai, con parte dello stipendio che se ne va il 3 del mese per l’affitto (questo mese capo si è dimenticata di convalidare gli straordinari di fine novembre e dicembre e noi ragazze abbiamo percepito lo stipendio nudo e crudo, un trauma), a momenti in cui spaccherei il mondo da quanto sono felice.
Tutto nella norma.
Ah, ho pure avuto un brutto torcicollo che stenta a passare, ed ho già ispezionato la palestra sotto casa (letteralmente sotto casa, a 10 metri dal mio palazzo), che però è molto cara, quindi devo pensarci.
I miei fanno di tutto ogni volta che passo da loro per trattenermi a cena o per la notte. Evidentemente hanno paura che non mangi o non dorma abbastanza. Ed hanno ragione. Lo sanno che sono alla ricerca del mio equilibrio, che per ora, nella sua fase embrionale, è semplicemente bisogno di controllo.
Che detta così fa molto psicopatica. Ma vi assicuro che non è così.
Quindi sto benone, e la voglia di scrivere passa in secondo piano.
Questo post l’ho scritto settimana scorsa. Dovrebbe essere più chiaro il concetto, no?
edit: andrò a vedere gli Iron Maiden e voglio farmi un tatuaggio. Per cui sì: sono psicopatica. E sto vivendo di espedienti.
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Un paio di settimane fa ho avuto le palle per chiedere due miseri giorni di ferie natalizie (ne ho ancora cinque totali, avendo fatto le ferie-lampo in estate), così da potermi godere ben 11 giorni di fila in pace, di cui 6 a Londra (cataclismi naturali permettendo).

La donna delle svolte drastiche, con crisi esistenziali riguardanti il passato, e crisi di panico pensando al futuro.
Insomma, in perenne recessione-mentale.





