Son cose: aggiornamenti dalla mia torre di controllo

keepcalm_jediCome periodo è un alti e bassi continuo.

Gli ormoni, lo stress sul lavoro, la primavera che non c’è anche se dentro sento di essere già proiettata, quindi mi lagno un sacco e sono spesso di cattivo umore (e prima che scusa avevo?), le cene a base di due cose messe assieme all’ultimo ed a casaccio, la voglia perenne di cioccolato fondente. Mi toccherà riprendere con la pillola (odio profondo) perché non sto benissimo, ma questa è una storia a se.

Ed avanti così.

Come se non bastasse la nuova gestante del piano (ultimamente sono tutte incinte, e la cosa mi inquieta e non poco), ovviamente magra come un bastone, passa la pausa pranzo saltando da stati umorali del tipo “io porto la vita mentre voi non siete nessuno” a “ho preso 3 kg, morirò grassa”.

Non le do grandi colpe, povera stella, la volta che malauguratamente sarò io in quella situazione probabilmente mi comporterò come se fossi la prima e l’unica donna sulla faccia della terra a dover subire cambiamenti e dolori del parto.

Solo ecco, è un periodo di forti pipponi mentali anche per me, quindi mollaci.

I momenti più fighi della mia settimana sono quelli in cui mi preparo per andare in palestra, dalle 19.30. Lì ritrovo me stessa. Mi sfogo. Quando sono lì non c’è la collega cagacazzi, non c’è la crisi, non c’è il litigio, non ci sono i presentimenti e nemmeno i cattivi pensieri. Ci sono io.

Ci sono io fottutamente sudata e fuori forma.

E la cosa bella è che non me ne frega niente se impiegherò un anno a tornare forte e vivace, e sì, pure bona come un anno fa. In quelle poche ore mi sento viva.

In quelle poche ore e quando vedo una cosa del genere:

succede di sabato

Uh, ed ora che ho uno smartphone tutto schermo (e che schermo) aspettatevi errori di battitura, molestie su Twitter, Instagram e compagnia. La cosa meno figa è che ora si vedono pure i miei pori in HD.

Vi ho avvertiti.

Ma… c’è ancora qualcuno che legge?

Non credo.

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Protected: Come volevasi dimostrare

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Dammi positività.

Mi sento quasi una merda a starmene qui, seduta davanti al portatile, aspettando un segno di vita dal sito della British Airways. Ho appena prenotato e pagato con Paypal (da qui l’attesa infinita per l’erogazione dei biglietti, a quanto pare) due voli A/R per Londra, dal 24 al 31 dicembre.

Avete capito bene. Natale con chi vuoi. O meglio, con chi voglio.

Ho già scatenato un mezzo inferno interiore, per i sensi di colpa.

Ma è il secondo anno in cui miei cugini se ne fregano di passare il Natale in famiglia, il primo anno in cui sì, me lo posso proprio permettere un viaggio extra (anche se sarà il terzo, visto che durante il ponte andremo in Francia o su di lì), ed è più di un anno che lavoro come una disperata per godermi finalmente un “mi piace, lo voglio, lo compro”, cosa che non ho mai potuto fare in vita mia, se non per acquisti inferiori ai 15 euro. E non esagero.

In più la mia vita fa abbastanza cagare: sono due mesi che tiro avanti a botte di straordinari (che ormai sono diventati ordinaria amministrazione), non ho una vita che non sia il lavoro-casa-film in streaming, nanna alle undici. Ed è un mese che al lavoro butta male, sto ancora aspettando che si riunisca un’ intera commissione che mi faccia il culo anche per via del freddo o per la pioggia, non mi stupirebbe.

E mio fratello continua ad avere problemi di salute, ed io torno a casa, stanca, sfiduciata e con la carogna, e sento solo brutte notizie, e lui che tossisce, e mia madre che urla “scarica quel catarro!” e medicine ovunque, ed il fumo puzzolente delle medicine in aerosol, le preoccupazioni e lo scazzo nell’aria. Sempre.

Spoiler: finirò il 2012 senza capelli per lo stress e con le piaghe al culo per quanto sto seduta al lavoro.

Ovviamente non sono evidentemente in grado di incanalare la rabbia che mi porto dentro da anni ed anni in qualcosa di più costruttivo che non sia l’autodistruzione fisica ed emotiva a cui sono incline da altrettanto tempo.

Sì, sono egoista. E sono incazzata nera. Ma per una volta tanto voglio che le cose, almeno quelle che posso controllare, vadano come dico io, quindi, bufere e cataclismi naturali a parte (…), passerò il Natale a Londra con Colui, e tornerò giusto per un Capodanno rilassante in cui pretendo che i capi di abbigliamento mai-più-senza siano il pigiamone di pile e le babbucce coi gufi.

Ho promesso di essere positiva, o almeno di fare finta.

Questa mattina ho messo il maglioncino di cachemire giallo senape a maniche corte. Ho tirato le ciglia più di quanto faccia di solito, con quattro passate di mascara, ho indossato la mia miglior faccia mangiamerda, ed ero un amore. Un amore che dentro imprecava in turco ed odiava tutti.

Perché è così che è richiesto essere: carine e mangiamerda coccolose.

Ed ora vorrei solo chiudere gli occhi ed aprirli venerdì 21 dicembre, quando inizieranno le ferie meglio cadute degli ultimi 3 anni.

O quando finirà il mondo. A scelta.

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