La scorsa settimana io ed una collega abbiamo avuto la malsana idea di voler provare il trucco minerale.
Come ben sapete nei negozi difficilmente si trova qualcosa di minerale 100%, in qualsiasi etichetta tra le più famose troverete vicino alla parola “minerals” diecimila asterischi che riportano a cose tipo *morirete tutti, *potrebbe contenere amianto, *il gatto che credevate scomparso in realtà ora si fa chiamare Jilda e attualmente lavora per noi. Così, per fare le cose per bene, abbiamo optato per truccominerale.it.
Solo che io sono idiota, ho dimenticato di aggiungere DUE pennelli kabuki nell’ordine (ordine carissimo per quattro minchiate di prova) e quando ho provato ad usare il ditino santo per fare la prova dei colori dei fondotinta (chiari) ho scoperto che:
a) di quattro mignon per pelli chiare… non ho la pelle chiara. Punto. Me ne farò una ragione ed il mese prossimo ordinerò le tonalità per pelle media (e scura, già per l’estate). Le spedizioni costano troppo, e non tiriamo in ballo il mio essere genovese, nelle vostre città dubito che nascano i 7 euri sugli alberi. Se invece così fosse sgnalate, e verrò a trovarvi.
b) senza il pennello kabuki… no. Sono riuscita a sbrodolarmi, a starnutire ed a macchiarmi il pigiama, e grazie al cielo era un sabato mattina, e non un giorno lavorativo in cui son vestita fighetta, pronta per scattare ed uscire (seduta trucco che comprende anche la stesura della crema idratante/siero ed un massimo di 8 minuti totali), e se mi si macchia la camicetta pulita sgrano qualche rosario e faccio fare il volo dell’angelo al minerale, tornando col capo cosparso di cenere al caro vecchio Dior/ Lancome.
c) nella prima profumeria dove ho cercato un pennello kabuki ho fatto una discreta figura di merda, cambiando erroneamente il nome kabuki col nome della nota pratica sessuale di origine nipponica (una contro tutti).
Altra considerazione importantissima della prima settimana di febbraio: le persone (e qui includo per prima me stessa, perché a volte raggiungo stati di patetico trashume che non vi immaginate) sono buone, carine e gentili, ma guai ad andare a toccare i loro punti deboli, o è m e r d a.
Un esempio lampante: quel povero pirla di Martone, che ha osato dire che chi si laurea dopo i 28 anni è uno sfigato. Ora, sei pirla e sei pure un paraculato che non sa parlare in pubblico nonostante il tuo lavoro ergo vergognati, però, tutti i torti non li hai.
Ditemi chi di voi, dopo i 28 (ma anche prima), sta trovando lavoro tanto facilmente. Nessuno alza la manina? Figurarsi aver solo studiato (o aver dormito, perché oltre a studenti lavoratori, studenti frustrati da piani di studio assurdi, studenti di ingegneria del politecnico e simili ci sono anche quelli che dormono fino alle 12 tutti i giorni e poi si lamentano) fino a 28 anni, avere tanta teoria in testa ma non aver la minima idea di cosa sia il lavoro… un po’ sfigati lo si è. Ma non nel senso brutti cattivi e bamboccioni, sfigati proprio, ma nel senso portatori di sfortuna, di essere cresciuti a metà con il mito della laurea a tutti i costi per il posto fisso (che pare sia molto noioso e faccia schifo a chi lo ha) e per l’altra metà con “la tua laurea non vale un cazzo perché il primo stronzo che passa e si sa vendere meglio/la prima blogstar che mostra la coscia ti fotte il lavoro”.
Sto Martone se n’è uscito con sta frase infelice (per la serie: *quando distribuivano la dote della diplomazia -indispensabile per la mia carica- io dormivo*) e orde di studenti (o presunti tali) di ogni genere e forma si sono rivoltati nella tomba (o a scelta, nel letto, per la prima volta alle 9 del mattino).
E giù a far gara a chi si è laureato prima, chi ha la laurea più figa “tu che hai fatto scienze delle merendine e ti laurei fuoricorso non meriti di vivere” o chi il lavoro dei propri sogni lo pratica, ma gratis. Insomma a farsi la guerra dei poveracci mentre il vento soffia dalla parte opposta e sta gente (annoiatissima dal posto fisso) vive benissimo pur praticando aria fritta 24h. Dobbiamo scendere dal pero, TUTTI.
Ecco cosa. Scendere dal pero, non crederci dyo, e districarci al meglio in questo schifo che ci hanno lasciato in eredità i personaggi di cui sopra ed i loro simili, al posto di farci la guerra a vicenda. E magari farci una palettata di cazzi nostri, che non guasta.
Insomma, pace a voi, e buon lunedì. Domani si ricomincia.

Cazzo.