Sui discorsi senza senso e cose simili.

Mon
30 Jan

La questione tema è più lunga del previsto, ogni 3×2 salta la programmazione degli archivi e ci patisco tantissimo, perché ho impiegato molto tempo a metterla su. Quindi temo che ancora per un po’ ci toccherà il caro vecchio layout con qualche modifica qua e là. Tanto era un po’ troppo bacchettona, come grafica (ed io l’adoro, sia chiaro), ma forse inadatta ad un blog così personale, quindi credo la utilizzerò per il portfolio e stop.

Al lavoro solita aria pesante ma solo a tratti, alcuni momenti leggeri in cui si scherza tutte assieme ci sono, si crea l’angolo gineceo in cui si commentano i colleghi uomini e la loro scarsa appetibilità, si parla di shopping (che non posso fare, ma va beh) e di vino buono, tutto regolare.

E’ iniziato anche il count down del mio licenziamento o presunto tale: il 27-02 scade il contratto ed io potrei trovarmi col culo a bagno. Da quando sono qui ho assistito ad un alluvione, un naufragio ed un terremoto (teoricamente due, ma il primo non l’ho sentito). Dico solo che venerdì pomeriggio, dopo numero due secondi dalla fine della scossa, la Vostra affezionatissima era già pronta vestita sulla porta con borsa, smartphone e tavoletta grafica in salvo. Poi ovviamente sono rientrata, ma anche solo l’idea di aver tenuto i nervi saldi e la mente lucida (almeno nel momento critico) e di non essermi lanciata dalla finestra presa dal panico, mi fa ben sperare. Poi sono partita per la tangente rimanendo muta e pallida come un cencio per mezzora, prima di riprendermi.

Son cose.

Pessimo umore e tanta voglia di cioccolato sono le parole chiave di questa giornata. Questa font mi piace tantissimo, ed anche quella dei titoli, vietato criticarle :) A presto anche -forse- qualche cambio tonalità (come voleva essere nel tema che stavo preparando).

Ch-ch-change (?) e riorganizzazione.

Mon
23 Jan

Sono diversi mesi che ci penso, avrei proprio bisogno di cambiare struttura del tema, perché questa da me tanto amata, è ormai davvero troppo inflazionata. E non è una polemica, perché se da un lato mi secca, perché era stata studiata appositamente per avere un determinato riscontro (non faccio mai le cose a casaccio o per “visto fare”, io), dall’altra sono conscia di aver inventato un modo di organizzare le cose che piace, per cui, tutto fa.

Che poi è un po’ il mio motto.

Teoricamente la precedenza dovrebbe averla il portfolio (quello che sarà allegato al c.v. e che non ha nulla a che vedere con questo blog) ma per cui non ho molte idee, ma per cui devo darmi una mossa, che so, di notte.

Nelle prossime settimane quindi capiterà che il blog non sia visualizzabile/ chiuso/ con le sue cose, sapete perché, diciamo che potrebbero esserci dei lavori in corso. Ma anche per questo, non garantisco, spero di farcela ecco.

A presto.

La (quasi) fine dell’anno secondo me.

Sun
11 Dec

Che meraviglia, posso dire solo che meraviglia.

Ieri sono andata a Torino. Ho visto Stefanino, il figlio di Fuffy (a sproposito: cosa aspetti a traslocare col blog?? La befana? :P). Inutile dire che è spettacolare, ho riso tutto il tempo come un’ idiota, e dopo vari mugugni più o meno gutturali ha pure deciso che poteva stare in braccio con me, giocando coi magneti del frigo ovviamente. Ed è altrettanto inutile dire che mi ha dato una bella dose di positività, sia rivedere lui, sia rivedere la mia amica sempre più raggiante (a proposito: bramo il tuo maglioncino, lo sai vero?) e la bella famiglia che passo passo, nonostante tutte le difficoltà di questa crisi di merda, stanno costruendo.

Insomma, sono positiva, o almeno ci provo, sicuramente più di venerdì, e pronta ad affrontare questi ultimi giorni di massacro lavorativo prima di evento1 ed evento2 aziendali.

Tra cheesecake di compleanno (…) e pranzetto al giapponese (…) ho anche abbandonato per un giorno la rigidità della mia dieta ferrea, ci voleva proprio. Oggi ovviamente sono tornata a pieno regime, nonostante una crisi d’astinenza dolci bella e buona. Mi devo rimettere in riga se voglio ripetere il miraculo di ottobre-novembre, e finire l’anno in perdita anziché in pari rispetto ai famosi due anni fa (in cui ho messo fine alla parola obesità e sovrappeso).

Fuffy dal canto suo mi ha fatto il regalo fino ad ora più azzeccato dell’anno (oltre ad altre cosine sfiziose e carine, tipo un anellino col gufo che amo): il bollitore elettrico della Twinings, che, viste le quantità indistriali di the verde che devo consumare ogni giorno (3 bustine per una tazza, tra l’altro, un salasso visti i costi del the verde buono) mi renderà la vita molto più facile anche in ufficio. Sempre che la sopracitata broccona-bollitore (gialla) non sia classificata come “non in linea con gli standard cromatici dell’azienda”. Succede anche questo, sul serio, facciamocene una ragione ed andiamo avanti lo stesso, nel caso.

Se non posso essere più ricca per ora proverò almeno ad essere più positiva, me lo devo, come mi devo anche il termine della faccenda in sospeso (l’innominata fine degli esami, qui lo dico e qui lo nego).

Ho bisogno di positività, nell’ultimo periodo mi sono accorta di essere cresciuta molto tecnicamente, ma di aver accantonato la questione più importante: io di base sono sempre stata una creativa. Non posso tradire così la mia natura.

Voglio darmi da fare. Tra l’altro ho un dominio ufficiale acquistato da un pezzo, per il portfolio, che attende solo di essere messo in vita (poi ho ricominciato a lavorare…). Non posso rimandare in eterno, inoltre se il 2012 deve davvero essere la fine del mondo, almeno voglio farlo con (fogli di) stile.

Al lavoro, quindi.

Dell’ inizio ed altre storie.

Sat
12 Nov

Sì, ok, voglio essere meno originale del solito e ne parlo: Splinder. Chiuderà? Non chiuderà? Da qualche mese in piattaforma è impossibile registrare nuovi account, non è più possibile acquistare pacchetti “pro” (come hanno detto in molti prima di me: se li era mai cagati qualcuno, i pacchetti pro?). Il momento per molti blogger è arrivato, o sta arrivando (senza più “entrate” una community non va avanti, non smetterò mai di dirlo, internet non è = gratis, ok?): fare le valigie, non prima di un bel backup di tutti i post e commenti, e migrare altrove. In qualsiasi caso non è una scelta del tutto errata, erano già parecchi anni che la community non funzionava più come doveva (altra domanda: ha mai funzionato? Chi si ricorda tra il 2005 e 2006 il boom dei blog pro-ana e nessun modo per denunciare la propaganda di “malato mentale è bello”?), io avevo già fatto le valigie nel 2008. Su iobloggo avevo trovato una community decisamente più “condominiale”, con tutti i pro ed i contro, per poi trasferirmi in via definitiva acquistando un dominio ed uno spazio mio, per svariatissimi motivi (no, non per via dei banner pubblicitari, visto che 12-15 euro l’anno per cancellarli non mi mancavano nemmeno nei periodi peggiori).

Splinder è stato il papà, l’inizio dei blog italiani. Per me è stato molto di più. Da sempre incline a tutto ciò che è creatività, per me è stato un mondo di nuove scoperte. Agli inizi del 2005 io sapevo disegnare decisamente bene, punto. Ora, plasmando le conoscenze che già avevo, aggiungendo un cambio corso accademico (da scenografia a grafica e design) ed ultimamente ad una specializzazione in grafica multimediale (web in particolare), anche grazie all’ input del blog, ho trovato una mia dimensione, uno scopo.

Non è poco. Probabilmente fossi stata dotata di intelligenza *superiore* avrei fatto il liceo scientifico, poi ingegneria, e mi sarei trovata un lavoro sicuramente prima, sicuramente maggiormente remunerato. Invece no. Nel 2005 sapevo disegnare bene. Ora so utilizzare in maniera più che dignitosa gli strumenti multimediali del pacchetto Adobe (che comunque si pronuncia “adobi” e non “adob(be)”, so che questa scoperta sarà causa di malessere e malcontento collettivo). Tranne flash con cui continuo a fare puntualmente gigantesche cagate, ma il motivo è semplice: è inutile e superato. So costruire un sito da zero (compatibile e retro compatibile, ben indicizzato e tutto il resto) senza bisogno di aiuti divini, so spendere le poche conoscenze che ho per fare dei lavori non sempre eccelsi e perfetti, ma comunque gradevoli all’occhio e tecnicamente il più corretti possibile. E conto di migliorare molto, ed entro il prossimo anno salire ad un livello superiore. Le parole “essere arrivati” nel mio campo (ed il molti altri) non esistono proprio, non esistono ora e non esisteranno fra 30 anni.

Dal 2005 io scrivo sul blog. Nulla di che, non scrivo nemmeno così bene (avrei fatto il liceo classico e lettere se ne fossi stata in grado). Nel 2005 sono approdata su Splinder dopo una breve (e poco intensa) esperienza su live messenger (il vecchio servizio blogging di microsoft msn, ora defunto). Spinta dalla curiosità, semplicemente. Beh, una scelta che mi ha stravolto e non poco la vita. Durante l’estate del 2006 ho studiato i concetti base della grafica, da sola, per non rimanere indietro, installando una versione Adobe vecchia come il cucco (l’unica che il vecchio cassone potesse supportare). Nel 2006 ho trasferito il mio corso di studi da scenografia a grafica e design (con conseguente persecuzione dei piani di studi andati a farsi fottere). Con non pochi sacrifici (tra cui il vecchio cassone sopraccitato) ho acquistato il mio primo ibook G4 (nonno del macbook) usato, perché non potevo permettermi altro. Inizialmente, non mi vergogno a dirlo, perché era ed è esteticamente superiore, e poi avevo la scusa che “il mac per la grafica è meglio”. Poi me ne sono innamorata e mai tornerei indietro, ma per mille motivi (anche professionali e di progetti futuri di ampliamento delle conoscenze) che non starò qui a spiegare.

Tutto è iniziato con il volere a tutti i costi diversificarmi. E giù tutorial. E giù libri di xhtml e css, documentazioni in arabo (quello che per me era l’inglese tecnico) su accessibilità e compagnia. E giù strafalcioni clamorosi, e facciate, e casini, e lacune troppo grandi per essere colmate da sole (da qui il corso frequentato da marzo). Non è stato tutto facile e bello, basta pensare che ho disegnato, impaginato, illustrato e scritto codice più negli ultimi 8 mesi e mezzo che nei due anni precedenti.

Insomma, tutto è partito da lì. Quindi dispiace, e tanto, sapere o credere che un giorno potrebbe chiudere. Un po’ come se chiudesse quel vecchio pub sgangherato dove si andava tutti assieme da ggiovani, il sabato sera, il posto dove anche se non vai più da tanti anni, racchiude comunque una storia.

In questo caso la mia.

E quella di chissà quanti altri colleghi, e presunti tali (che comunque fanno sempre colore).

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