Le notizie sono ovviamente poche, come gli aggiornamenti, ma ci sono:
- sul lavoro ci divertiamo. Lavoriamo un casino, ma l’ambiente è abbastanza sereno, anche se le invasioni ci sono state: personaggi di altri piani – 10 anime – sono saliti al nostro ed hanno portato non poco scompiglio negli equilibri che si erano formati, ora ci chiediamo tutte se sia il caso di comprare dei copri asse per i bagni delle donne e come faremo a riconoscere chi è stata in bagno prima di noi basandoci sull’odore del deodorante (…), e ci facciamo decisamente più problemi a starnazzare nella cucina davanti al caffe, a fine pausa pranzo. Inoltre, gelose dei nostri spazi e delle amicizie e dinamiche interne quali siamo, c’è piena paranoia a causa dell’arrivo di un paio di nuove stagiste, che comunque mi impegnerò ad accogliere con gioia personalmente (no, non nel senso che farò loro la festa con del Guttalax nel capuccino, ecco).
- Ho passato il sabato più bello degli ultimi due mesi a Pavia, con Colui, il mio brufolo enorme sul mento, collega-amica e relativo fidanzato, siamo stati (anche) alla mostra di Rembrandt (incidere la luce; i capolavori della grafica), ho spiegato per filo e per segno tutte le tecniche calcografiche, la resa della luce e dell’ombra, dei panneggi, delle influenze italiane così diverse da quelle nord europee e così via, salvo poi scoprire che le medesime cose erano scritte nelle didascalie dalla pessima interlinea e spaziatura (colpo al cuore). E la cosa mi è piaciuta molto, avendo io questa tanto odiosa quanto utile indole da maestrina, nelle cose che mi competono.
Sono sempre stata consapevole che l’incisione fosse la tecnica artistica con, in assoluto, il giusto mix di razionalità e magia, mente e fisicità, tecnica e anima, il perché sarebbe lunghissimo da spiegare, ma sicuramente potranno capire a cosa mi riferisco i fotografi professionisti che si occupano di fotografia analogica, ma che si occupano anche di preparazione di supporti e sviluppo in maniera diretta.
Sono tanti anni ormai che mi occupo prevalentemente di grafica intesa come “fai il tuo progetto cartaceo tenendo conto di blablabla, poi apri il software e vai”, il che è tutto giusto e coerente coi tempi (e la richiesta), ma fa perdere quel qualcosa al nostro lavoro.
E boh, ora la smetto di tediarvi con le considerazioni personali da invasata e vi consiglio di andare a Pavia, in un bel giorno di sole, con le scarpe da ginnastica più comode che avete (la mostra è piccolina, Pavia pure, ma si sta in piedi tante ore a girare per tutto il centro storico che è delizioso), e di non dimenticare la batteria della vostra reflex completamente scarica (…).
Domani si ricomincia, c’è l’invasione da accettare e con cui instaurare almeno un rapporto sano e di reciproco rispetto. C’è lo stress, ci sono le scadenze, la palestra anche dopo 9 ore di ufficio (la morte), la mensa aziendale sempre peggio (pessima insalata cotta: no grazie), c’è Pasqua in arrivo e la voglia di non fare assolutamente nulla, anche se poi, dopo Pasquetta, tutti ti chiedono cosa hai fatto e tu sei costretta a rispondere: ho dormito e guardato film tutto il giorno (che sì, è un po’ da sfigati ma ci sta tutto).
Un giorno tutto questo assumerà un senso ed una forma ben definita.
Ne sono certa.
Il cambio stagione, inutile dirlo, mi ha messa ko.
Mentre arrivano notizie abbastanza inquietanti sul futuro dei giovani lavoratori, io scrivo per dimenticare.

La donna delle svolte drastiche, con crisi esistenziali riguardanti il passato, e crisi di panico pensando al futuro.
Insomma, in perenne recessione-mentale.






Perle di saggezza ed altre storie.
11 Apr
Vi ho giò detto che negli ultimi due annetti mi sono arrivate delle proposte indecenti (nel senso che facevano schifo), principalmente da:
In tutto ciò credo di aver detto qualche volta (o spesso? Ve beh, che importa) che la ceretta è dolorosa, che il ciclo mi fa passare dei brutti momenti e che l’unica offerta presa su uno di quei siti (taglio piega per la precisione) si è rivelata una delusione e mi hanno trattata malissimo, come se fossi una scroccona.
Ora, per carità, sono la prima a cui se venisse offerta una *tavoletta grafica della nota marca che utilizzo abitualmente per lavorare* gratis, probabilmente ripeterebbe cinque volte in due righe che questa e quell’altra illustrazione/post-produzione l’ha fatta con quel prodotto (ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è puramente casuale), però suvvia, svendere i miei favolosi (?) post per due assorbenti ed un appuntamento da una parrucchiera maleducata e cafona dall’altra parte della città… Ma siamo pazzi?
Ste aziende che preferiscono a della buona pubblicità fatta da chi è capace, la recensione gratis di qualche blogger senza criterio, solo perché ha più di tre visite al giorno, hanno rotto le balle, in generale proprio.
Che poi, avere più di tre visite al giorno sul blog, il 99% delle volte non è che la conseguenza di una fortunata serie di eventi, e che no, non equivale per forza ad essere bravi scrittori, stilisti mancati, o grandi esperti di personal branding.
Ricordatevelo, tutti.
Ed ora vado, che tra poco inizia Glee ed io non ho ancora iniziato il mio procedimento di idratazione pelle. Non ridete: sono stata tutto l’inverno senza mettere una crema che sia una ed ora cado a pezzi. Ma vediamo quanto dura, visti i miei ritmi lavorativi. E la mia voglia ed indole del *prendermi cura di me*. Quale? Appunto.
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