Sul sanvalentino ed altre storie.

No, ecco, dico. Far coincidere sanscemo con san lavandino. Sono finezze.

Che poi son pure la prima ad avere la tv accesa su raiuno, e ad aver ricevuto il messaggino zuccheroso questa mattina, da parte di Colui.

Perché secondo me dopo aver superato l’ideologia della fiaba a lieto fine del “festeggio san valentino col mio fidanzato/ non lo festeggio perché non ho il fidanzato” (anni 5) e l’ideologia del cccioè no del “san valentino è una festa consumista, io non sono tenuto a fare le cose per forza, ccccioè no, sai, quando ti impongono le cose, cccccioè il capitalismo, cccioè il sistema, blablabla… porca&%$£!! Mi è caduta la siga sulla Vuitton!” (anni 15 circa) esiste un’età in cui si imparano ad apprezzare anche le stupidaggini tipo san lavandino per quello che sono e non sono, senza ricamarci troppo sopra.

Dal messaggino alle 7.30 del mattino, ai bigliettini fatti da me stampabili (per le amiche), al pensiero che se le cose continuano così, perché no, si potrebbe andare a vivere assieme anche prima di quanto si potesse pensare.

Insomma, giornata positiva, nonostante quello che ormai è il pensiero finto-cinico comune.

Credo che ormai essere innamorati ma senza per forza doverlo scrivere sui muri, su Facebook e senza urlarlo sia la grande rivoluzione. Ecco cosa.

Tutto il resto è già sentito.

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