Mentre aspettiamo tutti (?) il parto del nuovo tema, che visto il mio poco tempo libero vedrete fra circa dieci anni, vi aggiorno in breve, giusto per farvi sapere che sono viva e sto benone. Appunti dalla mia moleskine, parte prima:
Mai più con: vestitini di lana (va beh, lana…) non certificati da me medesima in situazioni di luminosità completa (con ciò intendo: no la mattina presto poco prima di scappare al lavoro, e no la sera, al buio), visto che a luce bassa sembravo una dea tuttacurve-tuttealpostogiusto, mentre in pieno giorno il sopracitato vestitino mi stava benissimo solo nella parte alta del corpo, mentre da dietro i fianchi facevano l’effetto portaerei (inutili i lamenti delle colleghe “ma stai benissimooooh”, stavo di merda, e se loro mi vogliono troppo bene per ammetterlo, non è un problema mio).
DEVO fare qualcosa per i capelli che sono già cresciuti troppo ma non arriva il nonstipendio. Ciò significa, oltre ai capelli incolti: no benzina, no metano, no acquisto mensile (ogni mese, visto che tutte le mie spese sono -giustamente- a mio carico nonostante il nonguadagno, mi concedo 20-30 euro solo per me per l’acquisto di un capo di abbigliamento che mi gratifichi per tutti i sacrifici che sto impiegando nel dimagrimento, a sto giro c’era di mezzo un cappottino corto col cappuccio che mi sta un amore). No cene fuori, no uscite extra con le amiche e/o colleghe, e soprattutto niente capodanno cinese a Torino con Stefy domani sera. Cazzo.
Ieri sera, dopo secoli, ho dovuto chiedere in prestito a mio padre 20 fottuti euro per andare a cena fuori con le colleghe, visto che si parlava di questa serata da mesi, ed il mio lavoro, come tutti i lavori per le grandi aziende, comprende al 50% grafica e web, ed il restante rapporti interpersonali, rapporti ottimi coi clienti (la parte peggiore) e rispetto delle gerarchie. Ma su questo punto dedicherò un post a parte.
Amo il chacha ma è una droga. Avere Twitter sempre con me mi invoglia a scrivere belinate ogni 3×2. E tutto ciò non è cosa buona. Se poi parliamo delle app moleste tipo Retro Camera siamo a cavallo. Diciamo che ci manca solo la community decente allegata, ed il mio nuovo feticcio si realizza.
Linkedin. Da aggiornare in maniera non impropria. Data da destinarsi.
Ora senza esagerare con la botta di vita (detta anche: senso di colpa livello 1 – la tisana drenatantissimo) vado a fare i sonni belli, che domani è venerdì, e resuscito dal grigiore per cadere direttamente nel color cacca. Evviva.
Sono diversi mesi che ci penso, avrei proprio bisogno di cambiare struttura del tema, perché questa da me tanto amata, è ormai davvero troppo inflazionata. E non è una polemica, perché se da un lato mi secca, perché era stata studiata appositamente per avere un determinato riscontro (non faccio mai le cose a casaccio o per “visto fare”, io), dall’altra sono conscia di aver inventato un modo di organizzare le cose che piace, per cui, tutto fa.
Che poi è un po’ il mio motto.
Teoricamente la precedenza dovrebbe averla il portfolio (quello che sarà allegato al c.v. e che non ha nulla a che vedere con questo blog) ma per cui non ho molte idee, ma per cui devo darmi una mossa, che so, di notte.
Nelle prossime settimane quindi capiterà che il blog non sia visualizzabile/ chiuso/ con le sue cose, sapete perché, diciamo che potrebbero esserci dei lavori in corso. Ma anche per questo, non garantisco, spero di farcela ecco.
Pomeriggio casalingo forzato, nel senso che sono andata dalla capo ufficio già con l’appuntamento preso, tre giorni fa: “venerdì mi assento di pomeriggio, ho una visita medica.” Stop. E nemmeno mi ha uccisa. Ho esercitato parte di un mio diritto, senza aver paura delle ripercussioni. Sono commossa.
Sono stata finalmente dal medico per il certificato di sana e robusta per la palestra, che giustamente sono fiscali.
Sto bene: 50 euri.
FFFFFUUUU vari ed eventuali a parte, non mi pare vero, ho fatto una bella passeggiata, e sono a casa. Una cosa che molti di voi non apprezzano, beh, invece fatelo, sempre. Il fatto di poter fare due passi senza l’assillo, di avere tempo per qualcosa che non sia strettamente lavorativo. Avere il tempo per rompersi i coglioni è un privilegio. Ecco.
Ed ora, visto che da quando lavoro mi è tornato il fuoco dentro, la voglia di trasgrescio, e la carogna è costante come è costante il bisogno di dire la mia (una specie di crisi di mezza età e senilità assieme, anticipate), vi lascio con il mio personale tormentone, da qualche mese a questa parte. Godetene.
Oggi riferimento a fatti/persone/aziende realmente esistenti è da considerarsi totalmente casuale.
Giusto due parole riguardo a queste giornate spediamole:
Col casino che è successo con la Concordia, sto iniziando a pensare di non avere scampo, qui al lavoro, per il dopo-tirocinio. L’azienda in cui lavoro, anche se solo di riflesso, sta subendo un paio di danni d’immagine non da poco. E se non avete capito ora per chi lavoro, campa cavallo. La cosa seccante è il presentimento di essermi fatta (e di farmi comunque ora) il culo a strisce quasi a vuoto (dove il quasi sta per “se non altro sul c.v. avrò un nome conosciuto, e perché una lettera di referenze positive non mancherà”). Ma non è divertente.
Tolto il discorso vittime ed il fatto che se (ecc ecc) probabilmente non sarebbe morto nessuno o quasi, non mi piace l’accanimento contro la persona come quello che si sta facendo. O meglio, credo che la giustizia, con tutto il tam tam mediatico ricevuto, farà il suo dovere, e lo farà senza l’aiuto del pubblico, quindi a che pro?
Non vedere mai la luce del sole mi sta facendo salire una depression di quelle mostruose. Il sabato o la domenica cerco di farne il pieno il più possibile, ma il punto è che 5 giorni su 7 arrivo al lavoro che sta per sorgere e torno che è già tramontato da un pezzo. Ok che sto mangiando sano, pratico sport, ma il mio corpo ne risente. Dicono che dopo un inverno ci si abitui, ma il mio contratto scade a fine febbraio, quindi temo che avrò tutto il tempo per togliermi lo sfizio di una passeggiata.
Tolti questi piccoli particolari, conditi con amici ed ex colleghi di corso che chiamano e si offendono se no, il pomeriggio non posso uscire per fare un giro in centro con loro e la sera sono stremata ed uscire equivarrebbe dire “dormo quattro ore sta notte”, va tutto benone.
Però questo 2012 mi sta portando qualche novità, ma di questo vi parlerò meglio fra qualche mesetto, a lavoro finito.
La donna delle svolte drastiche, con crisi esistenziali riguardanti il passato, e crisi di panico pensando al futuro.
Insomma, in perenne recessione-mentale.