Ciao sono Erika e sono ossessionata dal cibo.
Una volta ad un primo appuntamento fuori dalle lenzuola, con un ragazzo conosciuto da poco, ero in forte imbarazzo (sapete i famosi silenzi che mettono a disagio no? Sono citati pure in Pulp Fiction) e mi sono messa a parlare di cucina. No, non so cucinare, ok. Sono impedita, si sa. Ma amo mangiare, quindi l’argomento principe rimane “quello che mi piace ingurgitare”.
Si parlava del pesto genovese, mi faccio trasportare come al solito e *puff* me ne esco con una specie di ode all’aglio.
Il mio interlocutore fa una faccia schifatissima, guardandomi come se fossi pazza.
Inutile dire che non ci fu un secondo appuntamento.
Ma il punto non è questo e ne parlavo giusto poco fa.
Sono ossessionata dal cibo.
Quando tutti se ne vanno, quando io me ne sono andata, quando le cose vanno bene e quando vanno male, rimane la magra (per modo di dire) consolazione/ il motivo di festeggiare. Il rifugio quando mi sento sola (che è diverso dall’ essere soli fisicamente), l’argomento nelle conversazioni brillanti e quello in quelle imbarazzanti.
Non si scappa.
Dove c’è Erika c’è cibo.
E da qualche parte la erika magra che è dentro di me muore sul colpo.
A volte mi chiedo se questa lenta evoluzione dalla ragazza obesa che odia il cibo alla donna in carne che lo ama porterà mai i suoi frutti. Per ora mi ha solo regalato parecchia cellulite in più e qualche insicurezza di troppo, che riesco a mascherare con la maggior parte delle persone, ma c’è.
Certo, quella volta potevo uscirmene con un monologo sulle fragole con la panna.
Ma tant’è.

Sono davvero stanca.
La donna delle svolte drastiche, con crisi esistenziali riguardanti il passato, e crisi di panico pensando al futuro.
Insomma, in perenne recessione-mentale.





