Questioni di feeling

2v9synkCiao sono Erika e sono ossessionata dal cibo.

Una volta ad un primo appuntamento fuori dalle lenzuola, con un ragazzo conosciuto da poco, ero in forte imbarazzo (sapete i famosi silenzi che mettono a disagio no? Sono citati pure in Pulp Fiction) e mi sono messa a parlare di cucina. No, non so cucinare, ok. Sono impedita, si sa. Ma amo mangiare, quindi l’argomento principe rimane “quello che mi piace ingurgitare”.

Si parlava del pesto genovese, mi faccio trasportare come al solito e *puff* me ne esco con una specie di ode all’aglio.

Il mio interlocutore fa una faccia schifatissima, guardandomi come se fossi pazza.

Inutile dire che non ci fu un secondo appuntamento.

Ma il punto non è questo e ne parlavo giusto poco fa.

Sono ossessionata dal cibo.

Quando tutti se ne vanno, quando io me ne sono andata, quando le cose vanno bene e quando vanno male, rimane la magra (per modo di dire) consolazione/ il motivo di festeggiare. Il rifugio quando mi sento sola (che è diverso dall’ essere soli fisicamente), l’argomento nelle conversazioni brillanti e quello in quelle imbarazzanti.

Non si scappa.

Dove c’è Erika c’è cibo.

E da qualche parte la erika magra che è dentro di me muore sul colpo.

A volte mi chiedo se questa lenta evoluzione dalla ragazza obesa che odia il cibo alla donna in carne che lo ama porterà mai i suoi frutti. Per ora mi ha solo regalato parecchia cellulite in più e qualche insicurezza di troppo, che riesco a mascherare con la maggior parte delle persone, ma c’è.

Certo, quella volta potevo uscirmene con un monologo sulle fragole con la panna.

Ma tant’è.

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Sugar in my bowl

ovoSono davvero stanca.

Le settimane lavorative sono sempre più intense, economicamente lo scorso mese ho sperimentato -dopo tanto tempo- il detto “stringere la cinghia” anche a causa di 150 euro di visita medica ad inizio mese.

Che quando guadagni tot e più di un terzo se ne va in affitto (senza contare altre spese di ordinaria amministrazione) 150 euro in meno li senti anche nello stomaco.

Ma vado avanti. Fa tutto parte del gioco. Che poi mica deperisco.

Anzi.

Inoltre è sempre piuttosto spiacevole ritrovarsi a fare i conti con lo screditamento di qualche mese fa da parte di alcuni elementi del vecchio team. Ma nemmeno questo mi ha distrutta, non del tutto. Le cose si evolvono.

Si evolvono e siamo praticamente a maggio, questo è l’ultimo giorno di un aprile assai molesto ma produttivo.

Nonostante la palestra sono maledettamente fuori forma, anche se ormai faccio i sei piani a piedi di casetta con le buste della spesa in un lampo e quando sono in cima non ho più le convulsioni.

Ma sì, sono maledettamente fuori forma. Non ci riesco proprio a riprendermi in tempi record. Sto invecchiando. Quindi torno all’antico piano di darci dentro un anno e godermi i risultati poi, con calma.

A fine mese ho un matrimonio. A fine giugno ho IL matrimonio (no, non il mio, ma in un certo senso è come se lo fosse). Per il primo riciclerò malamente il vestito blu dell’anno scorso.

Solo che ora sembro un cotechino. Ma va beh. Dettagli.

Cosa ci faccio in piedi alle 6.30 del mattino?

Dettagli.

Buon martedì a me.

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sto impazzendo non lasciarmi

Da domani le mie mani sempre e solo sul bicchiere,

ma mai più sul tuo.

Ballatela. Come me.

#truestory #saturdaynight -per dirla alla Twitter-

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